Inevitabile la volontà di gemellare al legno un vigneto storico in un territorio da sempre candidato a rappresentare un vitigno di grande carisma qualitativo come il Verdicchio in contrada San Michele. Legno grande come nobile strumento, veicolo discreto silenziosamente autorevole, che gioca nel vino con un continuo passaggio di testimone fra aromi resinati di un delicato rosmarino, sfumature di vaniglia e nocciola, frutto di un’oculata gestione di fecce nobili. Palato importante, autorevole, levigato, che si espande con determinazione ed eleganza per proseguire nel retrogusto con la dolcezza di legni nobili e la ricchezza di un vigneto che rappresenta la storia di uomini, territorio e passione.





